Ecografia morfologica e tridimensionale a confronto

L’ecografia è una tecnica che consente di osservare gli organi del nostro corpo grazie all’utilizzo di onde sonore ad altra frequenza (ultrasuoni) che attraversano i tessuti. Queste onde non sono dannose né per l’organismo né per il feto.

Durante la gravidanza esistono diversi tipi di ecografia a cui i futuri genitori possono ricorrere, vediamo qui di far luce sulle differenze tra ecografia morfologica ed ecografia tridimensionale.

Ecografia morfologica

L’esame ecografico del secondo trimestre (ecografia morfologica) comprende la valutazione dell’anatomia fetale ovvero lo studio degli organi e degli apparati del nascituro e della crescita fetale. Inoltre è compreso il controllo della placenta e della quantità del liquido amniotico.

L’epoca gestazionale indicata per effettuare l’esame è compresa tra la 19° e la 21° settimana e sei giorni (19-21+6).

L’esperienza attuale suggerisce che l’esame ecografico eseguito come screening di anomalie fetali a quest’epoca gestazionale sia capace di identificare il tra il 30 e il 60% delle malformazioni fetali. Pertanto per i limiti intrinseci della metodica non tutte le malformazioni sono individuabili in epoca prenatale. Fattori limitanti l’accuratezza diagnostica sono: posizione fetale sfavorevole, riduzione del liquido amniotico, adiposità e obesità, miomi uterini, cicatrici addominali, gemellarità.

Secondo le linee guida SIEOG 2015 l’esame ecografico del II trim. comprende la valutazione di:

  • Estremo cefalico (misurazione della circonferenza cefalica, del diametro biparietale, del cervelletto del trigono ventricolare, visualizzazione del cavo del setto pellucido e della cisterna magna);
  • Orbite e labbro superiore;
  • Colonna vertebrale;
  • Torace con visualizzazione dei polmoni, situs cardiaco, scansione “4-camere cardiache”,
    connessione ventricolo-arteriosa sinistra (efflusso sinistro), connessione ventricolo-arteriosa destra (efflusso destro), tre vasi. Visualizzazione dei polmoni;
  • Addome con misura della circonferenza addominale (CA), visualizzazione dello stomaco e profilo della parete addominale anteriore. Visualizzazione di reni e vescica. La presenza o assenza di uno dei due reni nella rispettiva loggia renale può non essere accertabile con sicurezza;
  • Arti con visualizzazione delle ossa lunghe dei quattro arti. Visualizzazione (esclusivamente in termini di presenza/assenza) delle estremità (mani e piedi) senza identificazione delle dita. Misura della lunghezza di un femore.

In presenza di un reperto ecografico sospetto per malformazione è consigliato un approfondimento diagnostico.

Ecografia tridimensionale

L’ecografia tridimensionale si basa sulla ricostruzione ed elaborazione computerizzata delle normali immagini ecografiche bidimensionali. Si possono ottenere delle immagini tridimensionali (3D), cioè immagini ferme che vengono analizzate successivamente da vari punti di vista ed in tre dimensioni, oppure immagini quadridimensionali (4D), dove la quarta dimensione è rappresentata dal tempo, cioè si hanno immagini tridimensionali in movimento e in tempo reale.

Perché l’esame risulti chiaro e il volto fetale sia bel visualizzabile bisogna che il feto sia posizionato adeguatamente che vi sia una buona falda di liquido amniotico e che l’ecogenica della paziente sia buona.

L’epoca migliore per l’ecografia 4D è quella compresa fra le 23-24 e le 28-29 settimane di gestazione, anche se già nel primo trimestre è possibile eseguire l’esame in 3D e 4D rendendosi conto di come già a 12 settimane il feto sia completamente formato ed in piena attività.

Al termine dell’esame oltre al referto scritto verrà consegnato il CD con le immagini relative all’esame.

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